L’alimentazione

Soprattutto per Colostomia e Ileostomia: è molto importante avere un controllo sull’alimentazione da seguire nelle prime settimane, in quanto le feci non assumono la consistenza fisiologica.

Ad ogni modo non esiste una vera e propria dieta per stomizzati, ma è bene attenersi a queste poche e semplici regole:

  • fare piccoli pasti fino a cinque o sei volte al giorno
  • inizialmente consumare amidacei come riso, pane, fette biscottate, pasta e patate
  • nei giorni successivi inserire nella dieta, se risultano digeribili, carne, pesce, uova e formaggio
  • aumentare progressivamente la quantità di fibra consumando cibi come frutta, verdura e prodotti integrali
  • bere a sufficienza fino a due o tre litri al giorno: l’urina deve essere di colore chiaro
  • ridurre il consumo di caffè, succhi di frutta, bibite gassate o ad alta gradazione alcolica

Una volta che la digestione, le feci e l’evacuazione si sono normalizzate, possono essere utili le seguenti raccomandazioni:

  • è possibile prevenire più facilmente carenze alimentari con un menù variato e ricco di sostanze minerali e vitamine, in particolar modo per il paziente portatore di ileostomia può essere necessaria la prescrizione di integratori multivitaminici, soprattutto vitamina B12
  • le fibre hanno un’importante funzione nel caso di colostomia, infatti esse facilitano e accelerano il transito delle feci nel colon. Nell’ileostomia, invece, l’assunzione di fibre  non ha più importanza in quanto l’ileostomia comporta la completa asportazione del colon o la sospensione della sua funzione
  • se alcuni disturbi persistono nel tempo, può essere utile creare un protocollo sull’alimentazione e le feci così, in caso di consultazione con un esperto, potrà essere più facile riconoscerne la causa
  • è utile osservare giornalmente il peso corporeo. Esso non dovrebbe oscillare eccessivamente in un breve arco di tempo. Un aumento di peso può andare a carico della stomia, un calo drastico invece può essere sintomo di malattia e richiede assolutamente degli accertamenti

In caso di colostomia e presenza di feci dure è possibile, in piena autonomia, attivarsi per migliorare il disturbo bevendo più acqua (acqua, tè o succhi di frutta diluiti) e consumando più frutta, verdura e insalate. Quest’ultimi contengono molte fibre che stimolano la digestione.

In caso di ileostomia e presenza di un’ostruzione del tratto intestinale è possibile, in piena autonomia, attivarsi per migliorare il disturbo masticando bene e a lungo il cibo ingerito e limitare il consumo di cibi ricchi di fibre come legumi, asparagi, ananas, granoturco, pomodori, ecc.

In caso di colostomia e presenza di feci liquide è possibile, in piena autonomia, attivarsi per migliorare il disturbo consumando più amidacei o cibi che assorbono acqua come per esempio riso, pasta, patate e pane (in questo caso non integrale e privo di altri cereali o frutta secca), riducendo il consumo per qualche tempo di insalate, frutta e verdura, latte e latticini, invece panna, burro e formaggi a pasta dura è possibile continuare a consumarli.

In caso di ileostomia e presenza di feci molto liquide è possibile, in piena autonomia, attivarsi per migliorare il disturbo controllando che la causa delle feci liquide non sia dovuta da un’intolleranza al lattosio, consumando cibo in grado di assorbire acqua come riso, gallette di riso, pane bianco o fette biscottate, riducendo il consumo di insalata, verdura cruda e frutta, compensando la perdita di liquidi e minerali con bevande isotoniche o miscele di elettroliti e consumando minestre di carote, mele grattuggiate, tè nero e cacao che possono essere utili per rendere le feci più consistenti. Nel caso di notevoli e perduranti perdite di liquidi è necessario consultare un medico per individuarne le cause.

In caso di flatulenza è possibile, in piena autonomia, attivarsi per migliorare il disturbo riducendo il consumo di lattosio e latticini che, in caso di intolleranza, possono favorire la formazione di gas intestinali e provocare addirittura diarrea e riducendo il consumo di bibite gassate. La mancanza di moto riduce la normale e continua emissione dei gas. Il fumo, la gomma da masticare, l’ingestione troppo rapida del cibo e il parlare molto in fretta possono causare aerofagia (ingestione di aria), di conseguenza possibile flatulenza. Inoltre, può essere utile effettuare degli impacchi caldi, dei massaggi all’addome, bere tisana di semi di finocchio o cumino.

Si ricorda che il digiuno non arreca sollievo in quanto la presenza della flora intestinale può provocare ella stessa flatulenze.

Quando occorre consultare un esperto?

  • in caso di dolori addominali e/o mancata evacuazione intestinale per più di un giorno
  • in caso di stenosi dove lo stoma si restringe sempre di più, di conseguenza l’evacuazione delle feci può essere più difficile o risultare persino dolorosa
  • aumento/perdita di peso consistente

Urostomia: l’alimentazione non costituisce di norma un problema, a meno di non dover seguire uno stretto regime alimentare per altre patologie come per esempio diabete o gotta. Nonostante non costituisca di norma un problema, è consigliato rispettare delle tempistiche per reintegrare i diversi alimenti.

Ad ogni modo non esiste una vera è propria dieta per urostomizzati, ma è bene seguire le seguenti regole:

  • bere a sufficienza fino a due o tre litri al giorno. Ciò può prevenire le infezioni delle vie urinarie. L’urina dovrà essere di colore chiaro. Si raccomandano acqua, acqua minerale non gassata, tè alle erbe, consommè e succhi di frutta
  • due bicchieri di succo di mirtilli rossi al giorno (300 ml in totale) possono fare bene. Il succo di mirtilli rossi acidifica l’urina e rallenta la riproduzione dei batteri
  • alcuni alimenti e farmaci possono alterare l’odore dell’urina. Aglio e asparagi, ad esempio, provocano odore sgradevole. Succo di mirtilli rossi e prezzemolo inibiscono invece l’odore
  • l’ideale è un menù variato, a base prevalentemente di vegetali e ricchi di vitamine e minerali. La carne non dovrebbe costituire il piatto principale
  • è utile osservare giornalmente il peso corporeo. Esso non dovrebbe oscillare eccessivamente in un breve arco di tempo.

Quando occorre consultare un esperto?

  • dolori addominali e/o ritenzione urinaria. Se la quantità di urina diminuisce notevolmente senza motivo o se addirittura non è più possibile urinare bisogna, senza indugio, rivolgersi ad un medico
  • le infezioni delle vie urinarie possono manifestarsi con un penetrante odore di urina, con febbre, stanchezza e fitte al fianco. Risulta utile consultare un medico per la somministrazione di una terapia farmacologica.